FRANCESCO
lo stato natuale delle cose
 
 

Spunto di riflessione coreografica per questa nuova creazione sono state le similitudini iconografiche fra le immagini che da una parte ( ad Assisi, presso la Basilica superiore ) raccontano la vita ed i miracoli di San Francesco, e dall’altra ( in quasi tutti i tempi buddisti dell’Asia ) descrivono la vita del principe Siddharta. Certamente lo scopo dello spettacolo non è quello di argomentare come e quando S.Francesco possa essere stato influenzato dalla filosofia buddista ( di cui probabilmente aveva sentito parlare dai mercanti di stoffe provenienti dall’oriente ), ma quello di indagare su come due persone così distanti sia geograficamente che temporalmente abbiano vissuto esperienze di vita analoghe. La ricerca ascetica ed il misticismo comuni ad entrambi questi due straordinari personaggi sono alla base di questo nuovo lavoro coreografico dell’OPLAS sul sentiero del “dharma-da”, parola di origine sanscrita che significa “il naturale” ( e per gli autori dell’opera: “il naturale stato delle cose” ).
Lo spettacolo “Francesco” è un’opera estremamente contemporanea, straordinaria in quanto alla scelta musicale, la bravura e la preparazione dei danzatori - 6 uomini in scena, per una compagnia tutta al maschile-.
In linea con i principi dell’OPLAS sempre volti all’innovazione ed al rinnovamento, la realizzazione dello spettacolo porta nuova linfa creativa al lavoro della compagnia: le diverse scene di cui si compone mettono in evidenza i danzatori ognuno dei quali brilla di luce propria e che, tutti assieme, rendono il costrutto coreografico potente e virtuoso. Tre sono i coreografi che firmano l’opera: Luca Bruni, Mario Ferrari e Paola Sorressa, quest’ultima proveniente dal Lazio e che in pochi anni ha saputo imporsi sul panorama nazionale in virtù delle spiccate doti creative. E’ la prima volta che l’OPLAS produce una coreografia scritta non a quattro ma bensì a sei mani, arrischiandosi in un esperimento generalmente pieno di insidie poiché i coreografi sono per antonomasia molto gelosi del proprio lavoro, ed i danzatori a rischio di “spaesamento” interpretativo: in questo caso però i tre creatori hanno saputo regalarsi l’un all’altro con rispetto ed umiltà ( qualità consone al tema trattato ) entrando in perfetta sintonia fra di loro e con i danzatori che non si sono davvero risparmiati, in nome dell’arte e della danza, qui scritta a caratteri cubitali.

 
una produzione:
Oplas / Centro Regionale della Danza Umbria Ass. Cult
 
in collaborazione con:
MANDALA DANCE COMPANY

 

con il sostegno di:
MiBAC
Regione Umbria
Provincia di Perugia
   
coreografia
LUCA BRUNI, MARIO FERRARI, PAOLA SORRESSA
scene e costumi
MARIO FERRARI
musiche
Autori vari
danzatori
LUCA BRUNI, MARIO FERRARI, ALESSANDRO IANNOLO, GIOVANNI PASSALACQUA, FRANCESCO RUSSO, FRANCESCO SANGERMANO
 
Si ringrazie Lucien Bruchon per l'amabile e preziosa collaborazione al progetto.
 
 

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